Un secolo in trasformazioni. Nuovi concetti e nuovi paradigmi per il mondo del lavoro.
- hartifexassociation

- 10 giu 2020
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Ogni secolo porta con sé delle trasformazioni delle organizzazioni e, quindi, della società.
La persona è l’insieme di tutte le caratteristiche del singolo individuo, e, perciò, delle caratteristiche fisiche tangibili, etiche, comportamentali, morali e spirituali, nonché della proiezione del singolo nella vita sociale. E’ dal punto di vista giuridico un centro di imputazione di situazioni giuridiche soggettive.

Quindi, nuovi diritti all’orizzonte, tra cui quelli che si riferiscono al DNA dell’organizzazione: il lavoro.
Perciò non solo diritto del lavoro ma soprattutto diritto al lavoro, quale diritto di cittadinanza, di appartenenza all’organizzazione, ma anche diritto nel lavoro, come espressione della dignità dell’essere lavoratore, soggetto di organizzazione, centro di interessi non solo economici dell’impresa.
Il mondo da noi conosciuto cambia velocemente, si allarga all’esterno ad altri mondi e si modifica all’interno del nostro pianeta.
Questa è la globalizzazione.
Pertanto occorre considerare il tutto come un sistema olistico.
Nel mondo accademico il fenomeno è attenzionato da tempo, i nostri problemi sorgono, con la eliminazione del ciclo produttivo della c.d. forza lavoro industriale, contemporanea ai mutamenti che si verificano nelle sue caratteristiche e nella sua composizione.
Lo stato di privazione culturale dei lavoratori significa che molte mansioni devono essere ri-progettate per tenere conto del non idoneo livello di istruzione dell’operatore e la presenza anche delle donne nel mercato del lavoro richiede adattamenti, tecnologici e organizzativi.
La forza lavoro include non solo il lavoratore manuale, ma anche altre tipologie diverse e lontane dal modello lavoro subordinato.
Quindi, parlare di nuova organizzazione, significa parlare anche di una nuova divisione del lavoro.
Il cambiamento tecnologico continuerà a rimanere a nostro fianco nel futuro e caratterizzerà l’architettura fisica dell’organizzazione del lavoro.
Ecco che con il verificarsi di nuovi mutamenti nei modelli di lavoro, verranno inevitabilmente avvertiti bisogni sociali nuovi, i quali certamente avranno un peso a loro volta sull’intero processo economico, mentre i vecchi bisogni verranno parzialmente soddisfatti
Quindi, nuovi lavori, che sostituiscono altre tipologie.
Nel ‘500 i grandi viaggi di scoperta non sarebbero stati possibili senza la volontà organizzativa delle nuove entità statali che si erano appena formate. Nuovi poteri, che hanno rotto i modelli organizzativi medievali che per la prima volta, si svincolavano dalla tutela della Chiesa, che hanno reso possibile una rinnovata mobilità sociale e che hanno dato vita ad un nuovo modello di sviluppo: quello capitalistico.
Ecco, oggi i viaggi di scoperta di nuovi mondi e di nuove realtà, grazie alla tecnologia, consentono una nuova mobilità sociale che dà vita a quello che oggi chiamiamo social network, ma che è essenzialmente una rete fisica.
E’ la rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, che così si materializza e si organizza in una mappa consultabile e si arricchisce sempre di più nuovi contatti.
Un’ultima riflessione: internet ha realizzato quello che il comunismo non è riuscito a realizzare, perché non è un’ideologia, ma un mezzo di comunità, dove non devi liberare nessuno, ma solamente te stesso, dalla paura del quotidiano, esorcizzando il presente ed il passato, progettando il futuro.
Come? Semplicemente comunicando un pensiero, un’immagine, un numero, una nota.
Semplicemente esserci.


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